RITAGLI
DELL'ANIMA
Pino
Spinelli e il figlio Pietro Luca Spinelli, un connubio
riuscito ed efficace. Devo essere sincero, per mia purtroppo riconosciuta
incompetenza non conoscevo il lavoro di Pino Spinelli, un artista
che ora riconosco sicuramente valido e decisamente compiuto e se
lo apprezzo e lo ammiro lo devo alla tenacia ed all’abnegazione
del figlio Pietro che porta avanti e propone il lavoro del padre
dal 1994, anno della morte dell’artista. Tramite importanti
mostre retrospettive e la creazione di un Sito Internet, Pietro
Luca Spinelli promuove la produzione artistica e il linguaggio di
Pino Spinelli che dalla critica specializzata viene definito e riconosciuto
“Maestro dell'acquerello”, ma osservando la sua variegata
produzione si capisce invece che ci troviamo di fronte ad un artista
completo che dalla tela all’affresco, dalla ceramica alla
grafica, esprime un gusto poliedrico e una forte esperienza tecnica
maturata negli anni. Allievo del Bardalonga, amico di Aldo Raimondi
che lo avvia alla tecnica dell'acquerello, di Francesco Messina
che lo introduce alla Scultura e più tardi di Renato Birolli,
l’artista matura un proprio linguaggio fuori dalle accademie
e svincolato da gruppi o movimenti. Sicuramente influenzato dai
grandi artisti con cui viene in contatto nel corso della propria
vita mai però ne diviene seguace, proseguendo una ricerca
individuale e appassionante. Una vita dedicata all’arte e
alla comunicazione dell’immagine, dimostrato dalle importanti
commissioni pubbliche e private (opere dell’artista si trovano
presso la Fabbrica del Duomo di Milano e in molte collezioni private),
dalla collaborazione con importanti Istituti di Credito, dal lavoro
per storiche campagne pubblicitarie (Polenghi, Star, Invernizzi)
e dai molti riconoscimenti che negli anni gli vengono tributati
dallo Stato Italiano (Pertini gli conferisce l'onoreficenza di Cavaliere
nel 1983 e Cossiga lo rende Ufficiale per benemerenze artistiche
nel mondo dell'arte nel 1989). Come dicevo, un artista poliedrico
non solo nell’uso delle varie tecniche artistiche ma anche
nella diversità delle rappresentazioni. Dalle scene di vita
cittadina mirabilmente raffigurate nei suoi lavori su carta, ai
temi sociali quali il lavoro artigianale, trattati negli affreschi
commissionati dal Banco di Desio e della Brianza e realizzati nel
dopoguerra (L'opera raffigura una bottega con tanto di artigiano,
garzone e committente), ma sono i lavori su carta che diventano
con il tempo il cavallo di battaglia dell’artista. I paesaggi
metropolitani di Milano trattengono in se tutta la poesia e la capacità
tecnica di Spinelli, abile si nell’utilizzo dell’acquerello
ma abile in modo particolare nel rapportare la tecnica al soggetto.
Le guglie del Duomo di Milano svettano alte e poderose ed allo stesso
tempo leggere ed evanescenti, si avverte osservando i suoi lavori
l’amore per la città e per i luoghi che rappresenta.
Lo sguardo si perde nella ricerca dei particolari, nel tentativo
di carpire segreti e dettagli e mentre lo spettatore si cala attonito
nell’opera quasi si avvertono rumori e brusii di un paesaggio
in movimento, mai statico o fine a se stesso. Ho sempre pensato
che il “linguaggio pittorico” è il più
complicato da realizzare e il più difficile da comprendere
e un Artista si può considerare tale solo se riesce nel trasmettere
le proprie emozioni all’osservatore e in questo Spinelli si
differenzia da tanti altri, il suo linguaggio pur se meticoloso
e ricercato è infatti estremamente facile da comprendere.
Se nei lavori su carta si avverte una cura e una ricerca per il
particolare, nei graffiti e nelle grafiche pubblicitarie, Spinelli
porta la figura all’essenziale e si risente di un bisogno
di esprimersi in maniera semplice, diretta ed immediata (la pubblicità
richiede in modo particolare l’immediata comprensione del
prodotto pubblicizzato), sempre nel rispetto di una estrema comunicabilità
del suo lavoro. L’arte è il linguaggio dell’anima
e ritagli dell’anima sono le opere di Pino Spinelli. Dai suoi
lavori si avverte decisamente un animo gentile e rispettoso, Spinelli
è infatti un uomo e un artista d’ altri tempi in cui
lo spettacolo o lo spettacolare non erano interessanti quanto la
forma, il colore e l’esperienza.
Danilo
Sensi
(dicembre 2006)
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